What if I was strong? What if I could really be strong? Would I still need anyone? Or is my weakness just thinking I’d be week needing someone?
Everything is blurred and I still don’t wanna be here.

Cool right?
Natura morta con morte

(Source: dummyscummy)

This summer left the deepest scars on my skin

She’s a babe alright?

Happy birthday you fucking goddes 
Thanks to myarkadia
My mom makes this milky-ricy thing and it’s just so amazing

Penso di aver sognato di fare dei calcoli fattoriali sta notte

Il gioco è cattivo ma non l’ho inventato io

Ho sempre avuto questa brutta abitudine di immedesimarmi nei personaggi dei telefilm, da cui ho ormai una seria dipendenza. Per esempio qualche tempo fa, in una puntata di Breaking Bad di una non meglio definita stagione, il padre della ragazza tossica di Jessey voglio-essere-Corutney-Love-ma-in-realtà-sono-molto-più-bella diceva a Walter queste banali parole family, that’s all we’ve got, right?. Ed ecco, a parte il fatto che OVVIAMENTE la suddetta ragazza tossica (SPOILER ALERT) moriva soffocata nel suo vomito pochi minuti dopo, quella era una frase carina. Dico, sarebbe carina se effettivamente la gente pensasse che la famiglia è una cosa importante, che non si trova ogni giorno e che sì, anche se questa stessa famiglia non è altro che frutto del casuale scorrere degli eventi (del tipo io non mi sono mica scelta mia madre, perchè se no sarebbe che so, Nico o Elis regina, anche se chi li sentiva poi i problemi di droga…), è comunque d’upo rispettare le persone.

Da tre mesi a questa parte, per qualche strana congiunzione astrale, niente di quello che faccio mi viene davvero come voglio, continuamente rimisuro le mie aspettative, i miei progetti, manco fossi un’idealista del cazzo. Inadatta a tutte queste cose (dai lasciatemi autocommiserarmi un po’, potete anche saltare direttamente alla fine), a questa città grigia e testarda, ritrovandomi ancora e sempre nella stessa stanza alla stessa ora.

Così ogni tanto, mi ricordo di vivere ancora in vicino contatto con persone che effettivamente godono di un legame di sangue con me;  ancora, per ancora tre anni, almeno. E sempre ogni tanto ci penso, che l’inadeguatezza non nasce dal nulla, ma proprio da qua.